Lagarde si candida al FMI
Il ministro dell'Economia francese, Christine Lagarde, ha ufficializzato la sua candidatura alla guida del Fondo monetario internazionale, dopo il reato sessuale che ha messo fuori gioco Strauss-Kahn. "Ho deciso di presentare la mia candidatura per la guida del Fmi", ha detto il ministro nel corso di una conferenza stampa. Leggi I rischi per Lagarde dell’affaire Tapie (di 18 anni fa) - Leggi Sarebbe meglio un filo di perle a capo del Fmi
22 AGO 20

Sponsorizzata dal New York Times, sostenuta apertamente da Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti, è molto ben vista dagli americani: ha lavorato dieci anni a Chicago in uno dei principali gabinetti d’affari, Baker & McKenzie, è stata nominata dal Financial Times miglior ministro delle Finanze dell’Eurolandia nel 2009 ed è, secondo Forbes, la diciassettesima donna più potente del mondo [continua a leggere come Lagarde si avvantaggia del fronte frastagliato dell'Europa]. Cina, India, Russia, Brasile e Sudafrica hanno invece annunciato contrarietà a una candidatura di nuovo europea.
Ma il vento a favore di Christine Lagarde potrebbe arrestarsi il 10 giugno, data in cui la Corte di Giustizia francese deciderà se aprire o meno un'indagine a suo carico per abuso d'ufficio, nell'ambito del caso Tapie e della vendita dell'Adidas del 1993. Bernard Tapie, l’ex prodigio della finanza francese ed ex ministro di un governo socialista, ora grande amico di Nicolas Sarkozy, avrebbe ricevuto dalla ministra un favore da 285 milioni di euro. Questa è la sostanza della denuncia mossa in aprile – quando la Lagarde era candidata a nulla – da nove deputati socialisti, che hanno convinto il procuratore della Corte di Cassazione a inviare Lagarde davanti alla Corte di giustizia della Repubblica. Nel 2008 un collegio arbitrale aveva dato ragione a Tapie nel lungo contenzioso giudiziario con il Crédit Lyonnais. Nel 1992 la banca approfittò dei guai finanziari di Tapie per comprarsi Adidas a 300 milioni di euro e poi cederla a 700 milioni, violando “il divieto di acquistare, direttamente o indirettamente, il bene che era incaricata di vendere”. Il consorzio pubblico incaricato di liquidare il Credit è stato condannato e Lagarde ha accelerato il versamento dei 285 milioni. Ma avrebbe assunto decisioni contrarie al parere dei servizi del suo ministero, secondo un rapporto della Corte dei conti rivelato dal Canard enchaîné. Per i socialisti, su pressione di Sarkozy, Lagarde avrebbe favorito “interessi particolari a detrimento dell’interesse pubblico”.
L’indipendenza è una delle qualità richieste al direttore del FMI e un’esigenza posta dalle potenze emergenti per il successore di Strauss-Kahn. Cina, India, Russia e Sudafrica ritengono che, con Dsk come direttore, il FMI si sia troppo concentrato sulla zona euro, trascurando i paesi in via di sviluppo. Ma anche i candidati delle potenze emergenti hanno i loro scheletri. Il New York Times è andato a frugare nel passato del turco Kemal Dervis, possibile ponte tra Ue e resto del mondo. Sorpresa: l’ex ministro delle Finanze, quando era alla Banca mondiale, ha avuto una relazione con una sua dipendente che ora lavora al FMI. Ieri Dervis ha annunciato: “Non sono candidato”.